Ma lo zucchero nel caffè ci va o non ci va? E’ questa una delle domande fatidiche sulla nostra bevanda preferita. La risposta è una: no.

Ma c’è anche una risposta di riserva, che è: dipende dal caffè.

 

Lo zucchero – e con questa parola indichiamo anche qualsiasi dolcificante, naturale o sintetico – altera infatti pesantemente gli aspetti organolettici del caffè, per cui se la materia prima è di alta qualità esso non può che rovinarla. Qualora invece si parli di un caffè con una pessima materia prima oppure bruciato, sovraestratto, eccessivamente amaro, lo zucchero non può che migliorarlo.

Ecco i tre motivi per non zuccherare il nostro caffè.

Uno. Per questioni di forma fisica. Lo zucchero appesantisce il caffè, che di suo è quasi privo di calorie, con 6 calorie ogni 10 centilitri (in pratica ogni tazzina vale appena 1,5 kcal). Ma essendo un cucchiaino di bianchi cristalli pari a circa 8 grammi e quindi a 30 calorie, bere sei caffè zuccherati al giorno vuol dire ingerire quasi 200 calorie, una mezza porzione di pasta.

Due. Per questioni salutistiche. Lo zucchero è vietato per i diabetici e metterlo nel caffè vuol dire impedirne il consumo a chi soffre di questa malattia piuttosto diffusa. La scienza ci ha messo decenni a scagionare il caffè dalla sua cattiva fama, sarebbe un delitto che il suo cattivo compagno lo riporti nel ghetto dei cibi da evitare.

Tre. Per ragioni puramente gustative. Se il caffè che avete nella tazza è un buon prodotto, coltivato in un Paese lontano, in un luogo dal terroir magico, da un contadino appassionato e fornito di un know how secolare, selezionato e importato da un torrefattore appassionato che lo torrefà con amore e consigliato e preparato da un barista competente, è un vero peccato alterare con qualsiasi altro elemento questo piccolo miracolo liquido. Sarebbe come allungare con l’acqua dell’ottimo vino.

Certo, c’è anche chi non la pensa esattamente così. I napoletani, ad esempio, un popolo che ha dato tanto alla cultura italica del caffè, lo zuccherano abbondantemente spesso con una apposita golosissima cremina. E anche Marino Patrucco, docente dell’università del caffè Illy, nel corso di un suo corso tenuto al Gambero Rosso di Roma dove a cui avemmo la fortuna di partecipare, ci consigliò di mettere giusto una puntina di cucchiaino di caffè nello zucchero “per farne uscire meglio gli aromi”. Prendiamo atto.

Andrea Cuomo

Giornalista

Inviato del Giornale e collaboratore di diversi periodici nel settore wine&food