Un caffè buono deve essere anche giusto, equo e sostenibile: lo spiega nel dettaglio il Manifesto “Zero Caffè – Il diritto alla felicità”, un work in progress nato dalla volontà di Andrej Godina e Sandro Bonacchi.

Un manifesto che è non solo una dichiarazione d’amore per il chicco di Coffea, la sua complessità è la sua unicità. Ma anche un allarme per le minacce alle quali oggi è sottoposto. E una chiamata ad azioni concrete per salvarlo. Perché solo rispettando la filiera e l’ambiente potremo continuare a goderne. 
È stato presentato il 1° ottobre – giornata internazionale del caffè – il manifesto “Zero Caffè – Il diritto alla felicità”, nato dopo l’omonimo saggio dalla volontà degli autori Andrej Godina e Sandro Bonacchi (coadiuvati dalla curatrice del libro Aurora Castellani). 
“La giornata internazionale del caffè di quest’anno rappresenta una pietra miliare per il settore del caffè – ha detto Andrej Godina, che ha celebrato la presentazione del Manifesto, scritto a più mani da operatori del settore. Il Manifesto racchiude, in 8 punti, ciò che a mio parere la filiera di produzione del caffè dovrebbe rappresentare e fare: essere equa e socialmente responsabile, esente da qualsiasi discriminazione di genere, che sostiene dignitosamente tutti gli attori responsabili della produzione, garantisce dignità e un giusto stipendio al farmer e al barista, che fa formazione a tutti i livelli, compresa quella al consumatore. Personalmente mi auguro che questo ulteriore passo sia un incentivo per tanti operatori per attuare un vero cambiamento, al fine di offrire al consumatore un caffè di migliore qualità, a zero difetti, e socialmente responsabile”.
 
Non un libro dei sogni ma un punto di partenza, nelle intenzioni degli autori, su cui far confrontare tutta la comunità del caffè italiana e internazionale: il manifesto mira a diventare un vero disciplinare “pratico” che rivoluzioni la filiera del caffè: regole e norme chiare e applicabili per disciplinare la filiera, dal seme alla tazzina, nel segno dell’equità sociale e ambientale, dell’educazione e della trasparenza. Parallelamente si sta già lavorando allo stesso obiettivo anche con altro medium: la produzione di un documentario sulla filiera tra Honduras e Italia.
 
Gli otto articoli che compongono il documento toccano tutti i punti cardine della rivoluzione culturale del caffè:
IL DIRITTO ALLA FELICITÀ di tutti, senza discriminiazioni, sfruttamento o distinzioni. La vera felicità è condivisa.
TUTTI GIU’ PER TERRA: ripartire dalla conoscenza e dal rispetto della terra perché il caffè è prima di tutto un prodotto agricolo.
O LA BORSA O LA VITA: un prezzo minimo garantito al produttore per garantirgli dignità e sostenibilità economica  
STUDIO QUINDI SONO: continuare a imparare, solo così si può far bene il proprio lavoro 
SPORCHIAMOCI LE MANI: andare in piantagione per conoscere davvero il caffè
QUALITÀ MINIMA GARANTITA: basta caffè cattivi (spacciati per buoni)
LESSICO FAMILIARE: far conoscere davvero il caffè, a parte dal neologismo flavore
IL FUTURO CI APPARTIENE: per cambiarlo basta crearlo, tutti insieme 
 
“Il Manifesto è una carta di intenti che vuole trasformare ideali in intenzioni – aggiunge Sandro Bonacchi – passando per la ricerca e la conseguente applicazione di nuove e buone pratiche di lavoro nella filiera del caffè, svolte nel pieno diritto alla felicità di ogni attore. Il 1° Ottobre 2020 il manifesto si è palesato, per me un’emozione al pari di poche, soprattutto perché la sua voce è già nell’aria, e lo si evince dal supporto e i consensi che già riscuote da moltissimi, amici, rappresentanti del mondo del caffè e consumatori sensibili. Quindi da ora un sogno e un obiettivo, che il manifesto diventi un foglio su cui ognuno traccia e aggiunga la propria idea, la propria “soluzione” per migliorare la qualità della filiera iniziando in modo globale a lavorare con sostenibilità e che entro un anno si possa diffonderlo, con il contributo di tutti, a tutti affinché il messaggio arrivi anche al consumatore affinché questo divenga, da spettatore, un attore protagonista di una felicità collettiva scegliendo di bere tazze di caffè in modo consapevole e contribuendo così ad un godimento personale”.
Il progetto continua: il 1° Ottobre 2021 sarà presentata la Carta dei Diritti e dei Doveri del caffè, un vero disciplinare per la filiera.
 
Per lasciare il proprio commento e entrare a far parte della comunità Zero Caffè: www.zerocaffe.org
 
Zero Caffè è un progetto sostenuto da Edizioni Medicea Firenze, b.farm, Umami Area Honduras, Napoli Coffee Experience.
 
 
 
 
 
 
 

Anna Muzio

Giornalista

Da vent’anni scrivo nell’incrocio tra turismo, food e attualità per testate di settore e non.

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