La campionessa italiana Niki Di Landa ci guida passo passo 
nella preparazione di un caffè greco casalingo:
con acqua, caffè, bricco e un ultimo ingrediente fondamentale…

Fare un ibrik a casa, perché no? È semplice e permette di sperimentare, l’attrezzature e la più semplice a disposizione e si possono provare vari tipi di caffè. Ecco i consigli della campionessa italiana 2020 Niki Di Landa per farsi un “caffè greco” a casa.

Con una premessa importante: è necessaria una materia prima, ovvero un caffè, ottimo. “È l’unica cosa su cui non puoi scendere a compromessi” chiarisce subito Niki.

Come bricco se non si ha quello tradizionale in rame va bene anche uno scaldalatte in acciaio inox che sia abbastanza piccolo, con il manico.

L’acqua – che è fondamentale per ogni caffè – deve essere di qualità, non troppo minerale: deve avere un indice di TDS o residuo fisso (è riportato sulle etichette) dai 20 ai 60. “Alcune acque estraggono un caffè molto corposo, bisogna fare delle prove”.

Raccolto tutto il materiale ecco come procedere. 

1- Il caffè deve essere macinato finissimo, fino a risultare impalpabile quasi come il borotalco.

Quella dell’ibrik è la macinatura più sottile in assoluto. Il macinino, elettrico o manuale, andrà impostato alla granulometria più fine.

2- Versare nel bricco prima il caffè poi l’acqua, mescolare con un cucchiaino in modo da sciogliere bene i grumi, mettere sul fuoco.

3- Con un termometro, anche da latte o da arrosto – “in gara avevo quest’ultimo” confida Niki – misurare la temperatura dell’acqua e, quando è giunta a 80/85° C spegnere. Va tenuto conto che il caffè rimane sul fondo e continua ad estrarre, non è il caso di utilizzare una temperatura superiore ai 90° C.

4- Togliere dal fuoco e versare in tazzine capienti (50-100 ml) che vanno riempite fino al bordo.

5- Lasciare riposare dai 3 ai 5 minuti in tazza e bere poco per volta: non dimenticare che sul fondo c’è il caffè!

L’operazione è stata eseguita correttamente se in superficie si scorgono delle microbolle e una crema vellutata, simile a quella dell’espresso ma più ruvida perché contiene frammenti di caffè.

Conclude Niki: “Non è necessario aggiungere nulla, per tradizione in Grecia alla tazzina si affianca un grande bicchiere di acqua fresca e un dolcino, un lokum o un piccolo baklavà. Ed è fondamentale berlo con qualche amico. Perché un noto detto greco dice: “se bevi caffè con una persona ti leghi a questa per 40 anni di amicizia”-

Anna Muzio

Giornalista

Da vent’anni scrivo nell’incrocio tra turismo, food e attualità per testate di settore e non.

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