In questa lettera aperta
la campionessa di ibrik italiana Niki Di Landa esprime le difficoltà nel dover preparare un campionato mondiale durante l’emergenza Covid-19. E manda un messaggio alla comunità del caffè 

L’incertezza della situazione nazionale. La paura che ogni giorno le cose si faranno ancora più difficili. Restrizioni e divieti che ci porteranno ancora più lontani, gli uni dagli altri.

E allora ci si aggrappa ad una routine.

Si fa una personale organizzazione della giornata per dare un senso a questi momenti di stop forzato. Bisogna tenersi impegnati altrimenti le giornate finiranno per assomigliarsi le une alle altre, perderemo il filo e non sapremo se è martedì o giovedì.

Ci si aggrappa alle proprie scadenze, agli eventi programmati, agli obiettivi personali e lavorativi. Poi succede che la situazione che è là fuori – che ti sembra lontana perché hai comunque una gara, un viaggio da organizzare – ti riporta alla realtà: tutto sospeso, rinviato o cancellato nella peggiore delle ipotesi.

Avevi già fatto un assaggio e avevi individuato il tuo caffè, quello che avresti presentato sul palco di Varsavia. Eri già pronta ad organizzarne la spedizione. Ti hanno regalato un bellissimo grembiule e non vedevi l’ora di indossarlo. Pensavi già a come mixare il tuo caffè con ingredienti nuovi magari esotici e dare vita al tuo drink.

È tutto rinviato sì, poteva essere cancellato è vero. Ma è difficile digerire che una delle poche cose che ti teneva la mente impegnata, ti dava la spinta e ti spronava a non abbatterti in questi giorni di incertezza, la gara di Varsavia, sarà a mesi e mesi di distanza.

7 mesi.

Sono una vita se ci pensi. In sette giorni abbiamo dovuto reimparare a stare nella società, o meglio a non starci, a rispettare un isolamento per il bene comune. In sette mesi quante cose possono cambiare. Tante.

O poche forse.

Sono sempre stata una persona che cerca di vedere le opportunità nelle crisi.

È difficile, tremendamente ma bisogna reinventare la routine a questo punto. E cercare gli aspetti positivi per non farsi travolgere dagli eventi: ora abbiamo più tempo, potremo fare maggior ricerca, sperimentare, cambiare idea, trovare nuovi ingredienti e inserire nuove variabili. Non farci prendere dall’ansia del tempo che stringe e preparare un discorso appassionato, fluido, convincente. Mettere a punto una routine di gara senza sbavature, precisa ed emozionante.

E poi saliremo lì, su quelle pedane, chi a Melbourne e chi a Varsavia.

Ciascuno nella propria disciplina. Ma saremo tutti uniti, emozionati e sarà comunque una grande vittoria per tutti noi.

 

* Colgo l’occasione per mandare un abbraccio virtuale a tutti i colleghi baristi, roaster, i team che hanno lavorato duro fino ad oggi e che credo siano nella mia stessa condizione. È vero sarà dura ma davanti alle difficoltà è il vero momento di fare squadra. Forza ragazzi!

 

Niki Di Landa

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