Siamo andati a visitare il primo e unico bar che a Napoli dispensa Specialty coffee. Una scelta coraggiosa nella città della pura tradizione caffeinica

Siamo stati sul luogo del delitto. Nel primo e tuttora unico bar napoletano che serve Specialty coffee. Si chiama Ventimetriquadri ed è al numero 64/a di via Bernini al Vomero, nella Napoli “bene”, lontana dall’oleografia dei Tribunali e dei Quartieri Spagnoli. Ci siamo stato perché passavamo per Napoli (ammesso che in questa città si possa passare; noi abbiamo sempre l’impressione di farci annettere), e perché in questo stesso magazine Andrej Godina qualche giorno fa ha scritto di questo locale come esempio di Specialty coffee che non fa un buon servizio alla causa della rieducazione caffeinica in Italia, a causa del fatto che eroga “espressi estremamente acidi, aspri, poco corposi e con poca crema”, concludendo con una sentenza impietosa: “Non credo che questo sia il format corretto per divulgare in Italia la cultura del caffè di qualità ma anzi sia il tentativo di allontanare qualsiasi consumatore normale da questo straordinario format”.

Eccoci qui, dunque, in seduta plenaria (io e Anna, che sembra un film di Woody Allen), in questo delizioso piccolo spazio (la dimensione è riassunta nel nome catastale del locale) che era una tipografia e per questo è decorata con le pagine dei libri che qui venivano stampati e che rispetto ad altri locali simili in Italia e nel mondo si sottrae volutamente all’estetica da laboratorio chic. Seduti nel piccolo dehors sul marciapiede in discesa, all’ombra di un platano, abbiamo degustato per l’appunto due espressi, una miscela piuttosto “italiana” e una monorigine colombiana di una roastery londinese. Due ottimi espressi, più carico e tostato il primo, più acido e puntuto il secondo, ma a nostro avviso una buona alternativa all’espresso alla napoletana servito in tutti gli altri bar della città che del caffè è diventata icona. Peraltro a un buon prezzo (rispettivamente 1,50 e 2 euro al banco e 2,50 e 3 euro seduti) e serviti in una tazza sul cui fondo compare un numerino che si ricollega alla smorfia napoletana (per la cronaca: per me un 2, ovvero “’a piccerella” e per Anna il 61, “’o cacciatore”). Per di più serviti dalla deliziosa Giulia.

Sopra, l’interno di Venti Metri Quadri e la tazzina con numero della smorfia personalizzato. Sotto, Vincenzo Fioretto

Va detto che il locale si avvale della benedizione di Francesco Sanapo, che battezzò il locale all’apetura, nel 2017, e fornisce i suoi caffè. E che alla proposta caffeinica si affianca una piccola carta di vini e di cocktail, una scelta che allontana ancora di un passo questo locale da altri tempi dei coffelover che spesso non amano contaminazioni con altri “generi”.

Ecco che arriva Vincenzo Fioretto, l’imprenditore con un passato in Vodafone che tre anni fa ha aperto questo luogo con l’idea di “far star bene le persone”. Si siede con noi, beve un caffè con ghiaccio, ci parla con entusiasmo di come il pubblico abbia reagito all’apertura di un posto così differente dal tipico bar partenopeo: “Vengono molti stranieri che ci trovano sulla Lonely Planet e arrivano fino a qui anche se non siamo in una zona turistica”. E i napoletani? “Vengono anche loro, siamo tra i pochi bar che resistono qui in via Bernini. Un tempo eravamo in cinque a lavorare, ora siamo due, forze tre”. E qui a Napoli non ti è capitato mai di dover discutere con qualcuno che ti ha detto che il caffè non era vero caffè? “Per la verità sarà capitato una o due volte. Le persone che vengono da noi sanno che cosa aspettarsi e apprezzano un espresso fatto bene. E se non sanno che cos’è uno Specialty coffee se lo godono senza fretta”.

Vincenzo si acciglia un po’ quando gli diciamo di quello che ha scritto Godina. In realtà a ripensarci ci vuole un bel coraggio per andare da qualcuno nel suo locale ha dirgli: ciao, noi siamo quelli di Coffeando, abbiamo pubblicato un articolo in cui si parla male di te. Gli giriamo l’articolo, lo leggerà in un secondo momento e non sapremo che cosa ne pensa. Ma stia tranquillo: da venerdì ci sono due fan in più di Ventimetriquadri. Io e Anna. E forse pure Woody.

Andrea Cuomo

Giornalista

Inviato del Giornale e collaboratore di diversi periodici nel settore wine&food