A Milano, la caffetteria del nuovo ADI Design Museum dedicato ai progetti vincitori del Compasso d’Oro – dal 1954 a oggi – gestita da CHIC Charming Italian Chef è luogo di incontro e riflessione sulle origini e il futuro del Made in Italy: che sia oggetto o cibo.

Appuntatevi questo nome: Officina Design Cafè. Uno degli indirizzi da non perdere a Milano per sostare, riflettere, sfogliare un libro e mangiare un piatto semplice o un lievitato realizzato alla perfezione ma realizzati con materie prime selezionate e realizzate con attenzione all’ambiente che ci circonda.

 

Aperta il 1 giugno, Officina è la caffetteria dell’ADI Design Museum. Uno spazio aperto ma coperto, con la luce che scende dagli shed di una struttura industriale che fu rimessa per carrozze e cavalli e poi per autobus, abbandonato da 30 anni. Un luogo ideale per accogliere l’intero repertorio di progetti appartenenti alla collezione storica del premio Compasso d’Oro, nato nel 1954 da un’idea di Gio Ponti per valorizzare la qualità del design made in Italy. Un luogo di riflessione sul nostro passato recente e sui cambiamenti strazianti ed esaltanti insieme vissuti dalla società italiana negli ultimi 70 anni, resi concreti dagli oggetti d’uso quotidiano, dalle automobili e dagli arredi, dagli abiti alle posate ai tappeti. Uno spazio “al centro del museo e della città” che vuole essere luogo di incontro tutto l’anno, agorà coperta, spazio di riflessione che parte dal meglio del “genio” italico – per usare una banalità – in tutte le sue forme: che sia un’automobile o un panino.

ADI design Museum si presenta come un luogo che pone delle questioni: il primo museo italiano senza biglietteria (il biglietto è solo digitale) ha una “via” coperta con un tetto trasparente aperto ai passanti, che unisce via Ceresio e la bella pizza antistante il museo con via Bramante e la Chinatown milanese: al momento è occupata dai progetti in corsa per il prossimo Compasso d’oro.

 

Caffetteria italiana

Lo spazio che accoglie senza filtri il visitatore ha due anime nello stesso luogo, una caffetteria e bar con libreria, gestite da Electa e da quelli di CHIC – Charming Italian chef, la compagine di ma le due anime non si cannibalizzano, si completano, seguendo il concetto che “il cibo e la cultura sono la stessa cosa, non ci sono separazioni, sono spazi che si confrontano”.

Uniti dall’allestimento, interamente in rame, “materiale antibatterico ma che mantiene le tracce delle impronte di chi lo tocca, e questo mi piaceva” – dell’architetto Marco Ferreri, vincitore del premio Compasso d’Oro alla carriera nel 2020.

Molto tradizionale la caffetteria, presa di peso dalla tradizione del bar italiano: espresso, cappuccino anche di soia, caffè freddo shakerato, marocchino, macchiatone,

La scelta del caffè è caduta su Caffè Cagliari (accento sulla seconda a) di Modena. “Volevamo una torrefazione italiana con un caffè in grani che utilizziamo per il bar – avremo le cialde per il catering – che venisse incontro al nostro “tarlo” della sostenibilità e ci hanno proposto Puro 44, una miscela di Arabica 100% proveniente da Guatemala, Brasile e Colombia” dice Raffaele Geminiani, Direttore CHIC.

 

120 Chef in menu

L’offerta food, che sarà affidata a rotazione ai soci dell’associazione (più di cento tra chef, pizzaioli, pasticceri, gelatieri e panificatori) con la regia di Piergiorgio Parini, consentirà un viaggio lungo le varie regioni italiane. I piatti sono realizzati dai soci e assemblati o rigenerati nel laboratorio.

I panini sono serviti aperti “facciamo uscire gli ingredienti per far vedere il salume, il formaggio, la verdura, mentre la firma del panino è data dallo chef che, oltre a ideare la ricetta, ha selezionato gli ingredienti, ad esempio i salumi che arrivano da allevamento sostenibili”.

I primi quattro sono firmati da chef che hanno un legame a doppio filo con i salumi, che hanno personalmente affinato: Gianni Tarabini (con il salame dell’agriturismo valtellinese La Florida, dove si trova il suo ristorate stellato), Enrico Bergonzi (Culatello di Parma Podere Cadassa), Stefano Masanti (brisaola Officina MA!) ed Emanuele Vallini (prosciutto cotto marinato e affumicato de Il Vallini).

Il QR Code oltre a segnalare gli allergeni racconterà la storia dei vari prodotti.

Una parte importante è riservata ai lievitati: la pagnotta di accompagnamento e due tipologie di panini gourmet e il pane in cassetta per i toast di Tommaso Cannata; le brioche, i cookies, il pain au chocolat e le torte di Davide Fiorentini. Le focacce di Renato Bosco tra cui il “cult” al pesto di pistacchio, ma anche piatti caldi, insalate e pizza al padellino.

Per aperitivo si possono scegliere gli arancini e specialità siciliane di Tommaso Cannata.

Indirizzo:
ADI Design Museum
Piazza Compasso d’Oro, 1
Milano

Orari: da martedì a domenica, 10,30 – 20

Anna Muzio

Giornalista

Da vent’anni scrivo nell’incrocio tra turismo, food e attualità per testate di settore e non.