Design, alta tecnologia e stantuffi non sono stati sufficienti per la creazione della Alpha Dominche che ha chiuso le attività.

Ma ciò non fermerà la voglia di innovare l’estrazione.

 

Sarà anche passato di moda ma adoriamo lo Steampunk, quel filone della letteratura cyberpunk nata con La macchina della realtà di William Gibson e Bruce Sterling, anno domini 1990, che mostrava una sporca e gloriosa Londra in cui la tecnologia aveva preso il potere, i computer andavano a vapore e il fumo del carbone si mischiava ai velluti rossi e alle schede perforate, Lord Byron era primo ministro e Ada Lovelace (sua figlia, ripudiata e geniale matematica morta troppo giovane nella realtà) la grande sacerdotessa della matematica. Un mix affascinantissimo e per nulla scontato di antico e moderno, opulenza e povertà ambientato in un passato alternativo, in cui un’estetica vittoriana si mescola ai ritmi produttivi e alle alienazioni della società industriale avanzata. Vecchio e nuovo.

Come è vecchio e nuovo anche il caffè, solo che spesso vediamo solo la parte antica: i vapori e gli aromi che sanno di passato e infanzia, bar anni ’50 e Lambrette, caffetterie fumose – in quelle di Londra nell’Ottocento nascono i Lloyds e la Borsa, pilastri della società capitalistica dei commerci – e cerimonie arcane – i dervisci rotanti pare siamo stati i primi estimatori del caffè: ne bevevano per resistere alle lunghe ore di preghiere notturne.

Però il caffè ormai da 150 anni almeno è anche tecnologia, della quale coglie le punte più avanzate. Basti guardare alle macchine per caffè espresso: automatiche, semi automatiche, collegate grazie all’Internet of Things. Perché il caffè rispetto a qualsiasi altra bevanda trova sempre nuovo metodi e macchine per estrazione, e noi ve ne daremo conto.

Insomma anche il caffè è Steampunk, ma pochi sanno che esiste perfino una macchina assai tecnologica e di design che si chiama così: Steampunk.

L’abbiamo vista in funzione da Mascherpa a Milano, è un gioiellino di tecnologia con un design davvero particolare, uno stantuffo sormontato da una cornice bianca assai lineare. Completamente comandata da un pad che consente di calibrare perfettamente tempi e temperature di estrazione, acqua e vapore, con uno stantuffo che sale e scende e non sfigurerebbe in un bar di Peaky Blinders. L’idea era buona: come ha spiegato il creatore Khristian Bombeck, è una combinazione tra un Syphon e un French Press. Tutto è automatizzato e alimentato da un boiler nascosto sotto il piano.

Una vera bellezza insomma. Però assai costosa. Sta di fatto che all’inizio del 2019 è arrivato il comunicato dell’azienda produttrice, Alpha Dominche di Brooklyn, che annunciava la cessazione di tutte le operazioni in quanto “la società non è stata in grado di finanziare i costi delle attività continue”. Un addio insomma per la Steampunk. Non resta che sedersi ed aspettare la prossima, futuristica evoluzione ideata per estrarre il meglio dal chicco di Coffea. Scommettiamo che non passerà molto, forse giusto il tempo di bersi un buon caffè.

Anna Muzio

Giornalista

Da vent’anni scrivo nell’incrocio tra turismo, food e attualità per testate di settore e non.

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