Secondo i fan garantisce gli effetti corroboranti della caffeina, togliendo quelli negativi come palpitazioni e nervosismo. Negli USA scendono in campo le star
del rock e qualcuno
la prova anche in Italia.

Sulla carta sembra l’idea più stupida del mondo: unire il caffè – con i suoi aromi complessi e il suo contenuto di caffeina energizzante, corroborante e stimolante – con la CBD, che rilassa ma tende anche a distendere e favorire il sonno. Insomma vogliamo star svegli o rilassarci? Eppure proprio da un mix che “ti sveglia mentre ti fotte” è nato il cocktail al caffè più famoso della storia, l’Espresso Martini, secondo le parole del suo creatore, il barman inglese Dick Bradsell, dietro richiesta di una giovane futuro supermodella nei ruggenti anni ’80.

Sta di fatto che negli Stati Uniti la bizzarra combinazione è in gran voga, con numerosi locali che la propongono. Come il newyorkese Caffeine Underground di Brooklyn, che si dichiara orgogliosamente un “CBD Coffe Cafè” e propone anche kava (un energizzante diffuso nelle Isole Fiji) e musica a volontà.
Ancora più numerose le aziende che propongono il prodotto online, da usare a casa.

Tra queste forse la più nota è Flower Power Coffee che pubblicizza un caffè al Cbd “gourmet” sostenendo come sia una “combinazione celestiale” che unisce il Cannabidiolo, che aiuta a ristabilire l’equilibrio tra corpo e mente, e le proprietà rinvigorenti del caffè. Evitando nervosismo, palpitazioni e ansia, che per i grandi consumatori sono gli effetti collaterali e anche un po’ macchiettistici del caffè.

CBD = è l’acronimo di cannabidiolo, metabolita della Cannabis sativa, di cui è la seconda sostanza più abbondante dopo il THC.
A differenza di questo, però,
il CBD non è psicoattivo, non crea assuefazione e ha proprietà
rilassanti, analgesiche miorilassanti
e soprattutto ansiolitiche riconosciute dalla comunità scientifica.

Dove c’è canapa c’è musica (e mettiamoci anche il caffè)

I prodotti alla CBD sono di tendenza e dilagano in USA e Nord Europa. Sarà poi per quel legame innegabile e indissolubile – sin dai tempi di Woodstock e passando per la grande stagione del reggae – tra musica e canapa che sul vagone come si dice sono salite alcune star del rock americano.

La leggenda della musica country Willie Nelson è un grande avvocato della causa, e nella sua linea “biologica e amorevolmente coltivata in America” e rivolta a “fan della music, intenditori di cannabis & amanti della libertà”, ha lanciato Willies Remedy, un caffè infuso di CBD, “per aiutarti a rallegrarti la mattina”. Per i precisini, una tazza da 8 once (227 grammi) contiene circa 5 milligrammi di olio di CBD. Il perché di questa ricetta lo spiega Willie stesso: “Sono due miei grandi favoriti, insieme nella combinazione perfetta. Come il caffè, la cannabis è una pianta che funziona per me”.

Quelli di Flower Power si sono messi in partnership con il bassista dei Megadeath David Ellefson, per lanciare un prestigioso Jamaica Blue Mountain (il prezioso caffè nato sulle pendici dei monti nella patria di Bob Marley) al CBD.

Dice Ellefson: “L’amore per il caffè mi ha accompagnato in tutto il mondo per tutta la mia carriera musicale. Proprio come lo spirito di una cultura o la melodia di una canzone, il piacere del caffè unisce le persone e crea armonia tra gli esseri umani. Il mio obiettivo è portare questo caffè sulle nostre tavole e risvegliare le nostre papille gustative, accendere i nostri spiriti rock’n’roll e continuare la comunione globale di musica, arte e caffè”.

Caffè, CBD e rock per locali e aziende legate a musicisti da Willie Nelson e David Ellefson. 

In Italia CBD nel limbo

L’Italia lo sappiamo è un altro mondo, la legislazione sull’uso ricreazionale della cannabis, ferma per anni all’equiparazione tra droghe leggere e pesanti, è altalenante come una montagna russa. Si può entro certi limiti, per uso personale, poi non si può più, poi magari, forse chissà. L’ambiguità regna sovrana.

Il CBD in particolare è stato classificato nel gennaio 2019 nel regolamento europeo dei Novel foods, insieme a una allegra compagnia di insetti, alghe e hamburger vegetali. Ma una vera e propria legge che lo regolamenta ancora non c’è, e i livelli presenti in minima misura del vituperato THC non aiutano. Dopo il boom dei negozi che vendono prodotti derivati dalla canapa, il Ministero della Salute non ha ancora legiferato sui limiti del Cannabidiolo che può essere contenuti negli alimenti lasciando nel limbo prodotti come birra, tisane e appunto caffè contenenti il magico olio.

Qualcosa però si muove. Alcune aziende propongono caffè e cialde al caffè e CBD. E nel web non mancano le ricette per farsi un caffè (espresso, filtro, ibrik) aromatizzato al CBD. Magari con l’aggiunta di vaniglia o miele. Non ne guadagnerà la complessità aromatica della materia prima, ma qualche piacevole sorpresa, assicura chi l’ha provato, potrebbe esserci.

Anna Muzio

Giornalista

Da vent’anni scrivo nell’incrocio tra turismo, food e attualità per testate di settore e non.