Per alzare l’asticella del caffè preparato in casa il macinino è un oggetto indispensabile. Ecco quali scegliere tra quelli sul mercato in una fascia di prezzo gestibile, e le loro caratteristiche.

Chi l’avrebbe mai detto che saremmo tornati a parlare del macinino della nonna? Riveduto e corretto, si capisce. Relegato fino a poco tempo fa tra gli oggetti obsoleti, come la cabina telefonica, la macchina per scrivere o le pinze per lo zucchero, oggi il macinino torna: di design, elegante, manuale o elettrico e soprattutto regolabile, per controllare la macinatura che varia a seconda del tipo di estrazione casalinga (moka, ibrik, pour over). Perché un buon caffè va preparato fresco di macinatura – entro 10-15 minuti al massimo – dato che invecchia velocemente.

Come scegliere dunque un macinino per casa? Ecco una breve guida ad alcuni dei più abbordabili in commercio. E gli elementi da tenere presenti prima di procedere all’acquisto. Attendiamo i vostri suggerimenti!

 

MANUALI

La prima scelta perché sono i più economici, gli entry level. I principali elementi da tenere in considerazione sono:

 

  • Possibilità di regolare facilmente la macinatura: forse il più importante. Perché ogni metodo di estrazione (moka, filtro, espresso, ibrik) richiede una dimensione diversa dei granuli nei quali viene macinato il chicco di caffè. Preparatevi a fare tantissime prove.
  • Lunghezza della leva del manico: se è troppo corta, come ci insegna la fisica di Archimede, bisognerà applicare uno sforzo maggiore.
  • Capacità: tenendo presente che andrà macinata la giusta quantità bisogna tenere conto che per una tazza sono necessari circa 7-15 grammi (espresso o filtrato), e che macinare caffè per più di 3 tazze a volta implica una certa fatica.
  • Ceramica o acciaio? Stiamo parlando delle macine: più economiche le prime, più precise e facili da pulire le seconde.
  • Precisione: se i granuli sono di diverse dimensioni è chiaro che il risultato in tazza non potrà essere eccellente, con rischi di sovra o sottoestrazione nella stessa tazza. E dato che i macinini manuali sono meno precisi degli elettrici, l’escamotage è utilizzare un setaccio apposito (come questo https://www.kruveinc.com/pages/kruve-sifter)
  • Pulizia: la facilità di smontaggio e pulitura delle macine e di tutte le parti che vengono in contatto con il caffè e i suoi olii – che irrancidiscono al contatto con l’aria – è fondamentale.

Hario Skerton Pro 

€ 36

L’entry level par excellence.
Macine coniche in ceramica regolabili, serbatoio da 100 grammi, completamente smontabile per la pulizia (noiosa ma inevitabile). La base in gomma consente stabilità durante la macinatura. Buon rapporto qualità prezzo, per partire senza spendere troppo (il che è sempre una saggia via).

 

Handground Precision

da € 72

Anche per absolute beginners perché ha 15 tipi di regolazioni adatte per ogni tipo di estrazione, dal V60 alla moka all’ibrik, segnalati con un numero quindi facilmente regolabili. Macine in ceramica, capacità del serbatoio in vetro di 100 grammi, manovella staccabile che funziona in verticale, dunque più ergonomica. Una comunità di oltre 5000 baristi, ingegneri, designer e coffeeholics in tutto il mondo ha contribuito alla sua realizzazione con idee e suggerimenti. E per questo ci piace anche di più.

 

Stelton Collar Coffee Grinder 

€ 86,95

Minimal chic. Creato dai designer Daniel Debiasi e Federico Sandri fa parte di un set dedicato alla preparazione del caffè a casa, con stile. Macine in ceramica, completamente smontabile per la pulizia. Possibilità di regolare facilmente la granulometria, il caffè macinato può essere conservato nella parte inferiore.

 

Comandante 

Intorno a € 230, a seconda del modello

Snello e impossibile. Bello, è bello, tra l’altro disponibile in vari colori e finiture. Costoso anche. Buona qualità di macinatura grazie alle macine coniche in acciaio inox con cuscinetti a sfera. La regolazione della granulometria è fatta tramite “tacche” e può quindi essere replicata. Utile per un paio di tazze, perché il serbatoio è piuttosto piccolo (40 grammi).

ELETTRICI

I costi sono maggiori così come le prestazioni. Se si vuole alzare l’asticella e il budget sale, eccone un paio da tenere in considerazione.

Wilfa Svart

da € 133,00 

Pensato per l’uso casalingo, è facile da regolare (ci sono anche suggerimenti sulla finezza della macinatura per tipo di estrazione) e c’è un timer scollegato alla granulometria. Un po’ difficile svuotare completamente il potrtafiltro per come è costruito. Buon rapporto prezzo qualità.

Eureka – Perfetto

da € 330,00

Bello da vedere (specie nella versione nera, anche se è disponibile in una infinità di colori) ma anche facile da regolare e dosare (è programmabile da touch-screen). Il caffè può essere fatto cadere appena macinato direttamente nel portafiltro.

Infine altri elementi più generali da tenere in considerazione nella scelta:

  • Budget: ce ne sono di tutti i prezzi, evidentemente. Decidete quanto volete spendere e tenete conto che dalla fascia di prezzo dipenderanno le prestazioni. Commisuratele anche al vostro livello di preparazione – inutile spendere centinaia di euro se poi non sapete farvi una moka – ma pensate anche, nel caso dei macinini manuali, che faticare troppo per macinare fa passare la voglia di cimentarsi, con il rischio di gettare la spugna e tornare alle capsule.

  • Design, design, design: alcuni sono tanto belli da fare arredamento. Ciò che è vero per certe macchine per caffè è anche un innegabile vantaggio dei macinini, e di certo nella nostra scelta non abbiamo potuto fare a meno di tenerne conto. Del resto il legame tra attrezzi da caffè e design è di antica schiatta, basti pensare al Compasso d’oro della Cimbali Pitagora di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, AD 1962. E c’è chi dice che il, chicco di caffè stesso sia una bellissima forma di design.

  • In viaggio: questo è davvero per appassionati che quando partono si portano dietro macinino, caffè (ma consigliamo di comprarlo da una microtorrefazione locale, è meglio di un souvenir) e magari anche uno di quegli aggeggi che consentono di farsi un espresso anche a mille miglia da casa (ve ne daremo presto conto). Nel caso è bene che il macinino non sia troppo grande né troppo pesante, ma tenete soprattutto conto che quelli a forma cilindrica si sistemano meglio in valigia.

 

Anna Muzio

Giornalista

Da vent’anni scrivo nell’incrocio tra turismo, food e attualità per testate di settore e non.

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